La rete-azienda

Ho trovato nell’interessante articolo dell’amico Vindice Deplano  "A cosa servono le aziende ora che c'è il web 2.0?" una delle definizioni più calzanti di cos’è digiba: una rete-azienda.
 
Eccone uno stralcio.
 
[…]
Questo gruppo di lavoro contiene al suo interno tutte le competenze e le risorse materiali necessarie per il prodotto finale: si comporta come un'azienda, ma non lo è. Lo possiamo chiamare, provvisoriamente, "rete-azienda" (per distinguerlo dall'azienda-rete di cui si parlava negli anni '80).
La rete-azienda è un'organizzazione ad hoc, che si costituisce in tempi ristrettissimi in funzione di un progetto. Di solito uno dei membri, chiamiamolo "titolare del progetto", ha ricevuto la richiesta del cliente e si è assunto la responsabilità, anche contrattuale, di soddisfarla. Più che un semplice project manager è il terminale della rete-azienda verso l'esterno.
 
 

Qualità della rete-azienda

La rete-azienda poggia su un duplice sistema di relazioni: 
1. Il gruppo di progetto, cioè la rete-azienda vera e propria, ha una struttura ad albero. Comprende il titolare e i collaboratori che ha scelto (e che possono anche non conoscersi tra loro).
2. Tutte le persone che ne fanno parte vivono in un humus di relazioni sociali di tipo reticolare, di cui sono una componente attiva:
• sono membri, anche contemporaneamente, di più reti-azienda;
• hanno una propria visibilità, costruita attraverso siti personali, blog, profili nei social network, conoscenze dirette.
Per comodità chiamerò "rete madre" questo insieme di relazioni sociali.
Mettendo assieme i due aspetti, possiamo immaginare una rete madre, tendenzialmente illimitata, al cui interno di volta in volta si attivano, per il tempo strettamente necessario, reti-azienda che ruotano attorno a uno dei suoi nodi.
Una struttura efficace ed efficiente, per molti motivi:
 

1. Risorse infinite

I membri del gruppo di lavoro sono portatori di competenze professionali e risorse materiali (nel mio settore si tratta di computer, periferiche grafiche, sistemi di registrazione, attrezzature da ripresa). Se manca qualcosa, il titolare o uno qualunque dei membri del gruppo esplora la rete madre fino a trovare la risorsa necessaria tra i propri contatti diretti o tra gli "amici degli amici". Non capita quasi mai di dover allargare il campo di ricerca oltre il secondo grado di separazione. Ed è comprensibile, se si pensa che entro i sei gradi di separazione è possibile raggiungere l'intera popolazione della Terra.
 

2. Elasticità

La rete-azienda si adatta al progetto, come l'acqua al suo contenitore. È una struttura adhocratica per eccellenza, che può anche trasformarsi in corso d'opera (per esempio aumentando le risorse, accelerando o rallentando i ritmi) per rispondere alle mutate esigenze.
In più, le persone, non vincolate da alcun mansionario, hanno un interesse specifico ad apprendere. Di fronte a una difficoltà imprevista, cercano soluzioni nuove, esplorano aspetti collaterali della propria attività, investono in risorse materiali.
 

3. Efficienza

A una rete-azienda non serve un luogo fisico diverso dalla casa-bottega dei suoi membri. Niente uffici, segreterie, sale riunioni, uscieri o guardiani notturni. Per quanto riguarda i "beni inventariabili", basta disporre di attrezzature informatiche di buon livello, ormai alla portata di chiunque, di un collegamento a banda larga e di poco altro. Il resto lo fa la rete, che offre accesso illimitato alle informazioni, software open source, nuovi servizi del web 2.0 (prevalentemente gratuiti). Insomma, tutto il necessario per lavorare, comunicare e apprendere.
Un particolare non irrilevante è che quando l'ufficio coincide con l'abitazione (cioè quasi sempre), si annullano i tempi e i costi di spostamento casa-lavoro. In una grande città significa risparmiare un quarto della giornata lavorativa.
 

4. Stabilità

Nonostante le apparenze, il sistema delle reti-azienda consente un buon livello di stabilità, perché i clienti esterni tendono a ripetere le esperienze positive e a rivolgersi sistematicamente ai professionisti che si sono conquistati la loro fiducia. Lo stesso avviene tra i titolari e i collaboratori della rete-azienda, che pur rinascendo a ogni progetto acquisisce in fretta qualcosa di simile alla "tradizione consolidata".
 

5. Affidabilità

Chi entra in una rete-azienda si identifica totalmente in quello che produce (software, grafica, audio/video, storyboard, contenuto didattico o altro) del quale è pienamente responsabile. L'elevata affidabilità delle reti-azienda non nasce, quindi, dai processi di controllo (altro costo risparmiato), ma da una spinta fortissima all'autoregolazione. Per contro, il sistema di relazioni all'interno delle reti-azienda ha bisogno di un certo rodaggio per sperimentare e consolidare il modo di comunicare e di integrare le fasi di lavoro.
 

6. La rete non perdona

Il punto 4 ("stabilità") ha il suo contrario, perché nella catena del valore interna alla reteazienda, il rapporto cliente-fornitore è tutto. Da una parte esiste un ampio margine di negoziazione su qualità, costi e tempi, ma, dall'altra, un prodotto insoddisfacente o consegnato con eccessivo ritardo ha l'effetto immediato di "bruciare" la relazione e quello più a lungo termine di ledere la reputazione all'interno della rete-madre. In questo mondo, la reputazione è un bene primario, perché in caso di fallimento è difficile ottenere una seconda possibilità: un cliente insoddisfatto non ha nessun vincolo che gli impedisca di rivolgersi ad altri. Di fatto, esiste una selezione naturale che tende a espellere soprattutto chi non condivide una filosofia di vita basata sulla responsabilità (vedi punto 9, "Piacere").
 

7. Controllo

Non esiste (né sarebbe praticabile) alcun controllo su processo produttivo, orari, abbigliamento o altri aspetti non essenziali dell'attività lavorativa: quello che conta è il rispetto dei parametri di qualità e tempi. Dal punto di vista di un ipotetico project manager, ogni sottoprodotto, ogni fase di lavorazione affidata ad altri è una scatola nera di cui vede solo l'output.
 

8. Barriere all'ingresso

Non servono procedure di assunzione, né licenze, né l'iscrizione ad albi professionali per entrare nella rete-madre. È sufficiente esserci e presentarsi adeguatamente. Il processo di inserimento nelle reti-azienda è più lento, perché richiede un atto iniziale di fiducia da parte di un committente, ma una volta attivato procede da sé. Anzi, come sa bene chi si occupa di system dynamics, se tutto va bene il lavoro e il reddito tendono a crescere fino al livello di saturazione (vedi punto 4, "Stabilità").
 

9. Piacere

Chi lavora in reti-azienda ha fatto una precisa scelta di vita. Oppure è costretto dalle circostanze. Ma in tutti i casi il tipo di lavoro è legato alle proprie aspirazioni creative e alle proprie reali competenze, altrimenti questo tipo di vita lavorativa è di breve durata (vedi punto 5, "La rete non perdona").
Al di là delle difficoltà legate a frequenti momenti di superlavoro o di lavoro scarso, in coloro che resistono è presente una soddisfazione intrinseca molto vicina a quella dell'artigiano e dell'artista.

10. Gestione delle crisi

Le reti sociali non contengono vincoli o elementi di accumulo che possono fungere da volano o ammortizzatore. Per questo le perturbazioni esterne si riverberano immediatamente al loro interno e, in mancanza di barriere, tendono a spalmarsi nell'intera rete. Entro certi limiti, un calo del mercato si traduce in un equivalente calo del carico di lavoro e del reddito, ma non nell'espulsione di persone dalla rete. Anzi, di solito il tempo a disposizione si trasforma in autoaggiornamento, ideazione di nuovi progetti, rafforzamento dell'immagine nella rete madre (un nuovo sito, nuovi contatti nei social network…). Significa mantenere comunque il ruolo sociale, la professionalità e la speranza per il futuro. E la dignità.
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